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Il falco poliziotto dei cieli: boom della falconeria per allontanare gabbiani e piccioni


14 gennaio 2016 Facebook Twitter LinkedIn Google+ Allontanamento Piccioni mezzo Falchi,Articoli inerenti i Falconieri,Bird Control



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di Carlo Mercuri

Peccato che la notizia del Papa che aveva assoldato un falconiere per proteggere le colombe dell’Angelus aggredite dai gabbiani si sia rivelata non veritiera.

falconiere e piccioniIl Papa che chiede aiuto a un falconiere per tenere pulito il cielo sarebbe stato un caso formidabile: il falco promosso poliziotto dei cieli sopra San Pietro. Tuttavia la verità non è molto distante. I nostri cieli sono sempre più spesso presi d’assalto da specie di volatili fino a poco tempo fa sconosciute. A Roma ci sono circa 40 mila gabbiani: vent’anni fa si potevano vedere solo al mare; ci sono migliaia di cornacchie, che sono scese fino a noi dalle zone remote di montagna; ci sono ormai perfino i pappagalli brasiliani, senza contare la popolazione dei piccioni, fattisi ormai residenti e quasi domestici.

Tutte specie, a parte i piccioni, aggressive e moleste. Specie che, oltretutto, sporcano, imbrattano, infettano. Come porvi rimedio? Ecco la soluzione a portata di mano: il falco-poliziotto. È un fatto naturale, da lotta biologica. Il falco arriva, svolazza, gli altri uccelli fuggono perché impauriti. Tutto qui. Semplice.

LA RINASCITA

Il boom della falconeria negli ultimi anni però non si spiega solo così. Dice meglio Patrizia Cimberio, responsabile della Commissione per la Falconeria nella delegazione italiana del Comitato internazionale della caccia: «Oggi in Italia ci sono più di 600 possessori di rapaci. Fino agli anni della Seconda guerra mondiale non ce n’era neppure uno. La falconeria si era estinta. È rinata grazie a un militare tedesco, che è riuscito a far riprodurre in cattività una coppia di falchi. Prima per possedere un falco bisognava catturarlo, ora è possibile acquistarlo. Il costo? Da 700 a 3.000 euro. Un esemplare di girifalco bianco d’Islanda è arrivato a costare 50.000 euro». La falconeria è rinata così ed è rinata seguendo tre correnti: la prima è connessa alla caccia, che è poi l’ispirazione originaria (il più antico trattato sull’arte di cacciare con gli uccelli “De arte venandi cum avibus” risale al 1260 e fu commissionato da re Manfredi, figlio di Federico II); la seconda corrente è quella di chi trae piacere semplicemente dall’ammaestrare e far volare i falchi.

A questa corrente si ascrive il Capitano Ultimo, il più famoso cacciatore di uomini che si conosca, l’uomo che ha catturato Totò Riina, il quale ha aperto nelle campagne di Roma una casa-famiglia per il recupero di ragazzi disagiati. A sentire quello che dice, l’addestramento di falchi si rivela una terapia formidabile per questi ragazzi. E poi c’è la terza corrente, quella di cui abbiamo parlato all’inizio: il cosiddetto bird control, il controllo degli uccelli grazie agli altri uccelli.

IL BIRD CONTROL

È la parte emergente della falconeria. Ed è diventata una vera e propria attività professionale. Dice la signora Paola Falcone, che gestisce un Centro volo rapaci a Trevignano, sul lago di Bracciano: «Tra i miei clienti ci sono due alberghi nel centro di Roma, uno afflitto dai piccioni e l’altro dai gabbiani. Ricevo incarichi per tenere puliti monumenti e piazze. Ma lavoro soprattutto con le aziende: qualche tempo fa sono stata chiamata a proteggere i depositi di grano di una nota ditta di pasta sulle banchine del porto di Napoli. Il grano attirava frotte di piccioni. Con due poiane di Harris ho risolto il problema. L’altro giorno ho avuto un mandato delicatissimo: bonificare dai piccioni un’industria che doveva superare un test con un importante cliente straniero. Ho fatto alzare in volo due falchi e ho tenuto pulita l’industria».

Un settore importante del bird control ha a che fare con la sicurezza: ed è il controllo di gabbiani e piccioni nelle vicinanze degli aeroporti.

LA SICUREZZA

falconiere aeroportoSe un volatile va a finire nei motori di un aereo in decollo o in atterraggio, le conseguenze potrebbero essere tragiche. «L’aeroporto John Fitgerald Kennedy di New York utilizza tre falconieri fissi con 12 falchi al giorno», dice Daniele Miconi. Chi è Daniele Miconi? È il falconiere delle Frecce tricolori: «Mio padre, mio fratello e me siamo stati i primi in Italia a lavorare in un aeroporto militare. Abbiamo cominciato a Rivolto, la base delle Frecce tricolori. Siamo i falconieri delle Frecce da trent’anni. Abbiamo esteso la nostra attività anche a Ronchi dei Legionari, l’aeroporto di Trieste. Un nostro socio veglia con i falchi sulla sicurezza degli aeroporti di Venezia e Treviso». Gli aeroporti di Roma? «L’Enac stabilisce i metodi: credo che a Roma utilizzino ultrasuoni, dissuasori come finti uccelli e altro». Meglio i veri falchi? «Certo, si sta più sicuri con i veri falchi».

fonte: ilmessaggero.it

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